Telecamere negli spogliatoi: multa sacrosanta se il trattamento dei dati è lacunoso

L’utilizzo di sistemi di videosorveglianza non è ammesso in ambienti e spazi in cui possono essere lesi la dignità, l’intimità e i diritti delle persone

Attenzione all’uso di telecamere installate per motivi di sicurezza. Esemplare la posizione assunta dal ‘Garante per la privacy’ (provvedimento del 3 settembre 2026) che ha comminato una sanzione di 8mila euro nei confronti dell’‘Azienda speciale per la gestione degli impianti sportivi’ del Comune di Trento.
Gli accertamenti che hanno poi portato alla multa sono stati avviati a seguito di segnalazioni e notizie di stampa relative alla presenza di telecamere negli spogliatoi della piscina del ‘Centro sportivo Trento Nord’, a Gardolo.
Le telecamere, installate a partire dal 2007, riprendevano l’area degli armadietti utilizzati dagli utenti per custodire i propri effetti personali. L’azienda speciale aveva attivato il sistema per prevenire e accertare furti di portafogli e telefoni verificatisi nella struttura.
Sebbene le riprese non comprendessero le cabine per il cambio degli abiti, le docce e i servizi igienici, il ‘Garante’ ha però rilevato che esse riguardavano comunque un luogo caratterizzato da un’elevata aspettativa di riservatezza. Pertanto, il trattamento dei dati è risultato privo di una base giuridica adeguata e non conforme ai principi di liceità, correttezza e trasparenza. Sono emerse anche carenze nelle informative fornite agli utenti sull’attivazione del sistema di videosorveglianza. Inoltre, anche l’informativa specifica destinata ai lavoratori interessati dalle riprese è stata fornita soltanto dopo l’avvio dell’istruttoria.
In ultimo, il ‘Garante’ ha contestato anche la conservazione delle immagini per settantadue ore, conservazione non supportata da una specifica valutazione che ne dimostrasse la necessità.
A procedimento in corso, comunque, l’azienda speciale ha prima disattivato le telecamere e poi le ha rimosse dagli spogliatoi, aggiornando la cartellonistica e le informative relative al complessivo sistema di videosorveglianza e riducendo i tempi di conservazione delle immagini.
Tirando le somme, negli spogliatoi la tutela della privacy deve essere massima. L’utilizzo di sistemi di videosorveglianza non è ammesso in ambienti e spazi in cui possono essere lesi la dignità, l’intimità e i diritti delle persone.

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