Correttivo Codice della crisi d’impresa: le novità in materia di composizione negoziata

Con il decreto legislativo n. 136 del 13 settembre 2024, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, il legislatore ha introdotto significative correzioni e integrazioni ai diversi strumenti volti alla gestione e alla risoluzione delle crisi aziendali. Questo intervento ha consentito da un lato di recepire le best practices consolidate nel corso dei primi due anni di attuazione del Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza, e d'altro canto di tenere conto delle segnalazioni provenienti dagli esperti e dagli operatori del settore legale.

Correttivo Codice della crisi d’impresa: le novità in materia di composizione negoziata

Nel seguente contributo, verranno esaminati i cambiamenti più rilevanti circa la modalità di risoluzione negoziata della crisi aziendale, una procedura che, nonostante le sue sfide, ha ottenuto maggiore popolarità solo di recente.

Uno dei punti focali della disciplina riguarda l'accesso consentito alle imprese in crisi o in squilibrio economico-finanziario alla risoluzione negoziata della crisi stessa, un approccio che si era già consolidato nella giurisprudenza e che ora è stato regolamentato dall'articolo 12 del Codice. Inoltre, l'imprenditore deve dichiarare che non sussistono, nei suoi confronti, ricorsi pendenti e attestare di non avere depositato domanda di accesso ad altri strumenti di regolazione della crisi o dell’insolvenza.

Particolare attenzione è stata rivolta dal legislatore al ruolo dell’Esperto, una figura chiave nel processo di risoluzione negoziata: l'attività dell'Esperto deve essere coerente con il mandato ricevuto, senza comportare attività professionale ulteriore.

Il legislatore ha inoltre, introdotto nuove disposizioni per tutelare il patrimonio dell'imprenditore durante le trattative, consentendo la richiesta di misure protettive verso i creditori. Le banche e gli intermediari finanziari sono soggetti a regole più stringenti per garantire una gestione corretta delle linee di credito nell'ambito della composizione negoziata.

Le interazioni tra le parti coinvolte nella risoluzione negoziata devono essere basate su comunicazioni chiare e sul rispetto delle procedure stabilite.

Un tema chiave riguarda la possibilità per l'imprenditore di proporre un accordo transattivo alle agenzie fiscali, previa relazione di un professionista che attesti la convenienza di tale accordo. L'accordo transattivo, se raggiunto, deve essere valutato dal Tribunale che deve autorizzarne l'esecuzione.

La procedura di risoluzione negoziata non prevede l'imposizione di decisioni ai creditori ed evita l'omologazione forzata dell'accordo. In caso di fallimento o mancato rispetto delle condizioni, l'accordo stesso si risolverebbe automaticamente.

Queste novità mirano ad una gestione più trasparente e ordinata della procedura di risoluzione negoziata, offrendo un quadro chiaro e regole precise, senza dover ricorrere a complessi termini legali che possono risultare incomprensibili per chi non è esperto in materia legale.

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