Sicurezza stradale e benessere del lavoratore: il rispetto dei tempi di lavoro
Vista l’effettiva incidenza e l'applicazione diretta del regolamento comunitario sia per la salvaguardia dei lavoratori nel settore del trasporto su strada, sia per la sicurezza stradale, è fondamentale considerare questa doppia finalità nell'interpretazione delle norme che regolano il calcolo dei tempi di guida dei conducenti, i quali devono alternare adeguatamente i periodi di riposo

La seconda sezione civile della Corte di Cassazione ha affrontato un caso in cui un Giudice di Pace, chiamato a valutare un'opposizione contro un verbale relativo alla violazione di norme riguardanti i tempi di guida degli autoveicoli, ha inizialmente respinto la richiesta, decisione confermata successivamente dal Tribunale. Contro questa sentenza è stato presentato ricorso per cassazione, il quale è stato respinto dalla Suprema Corte.
La Corte di Cassazione ha affermato che il Ministero del Lavoro possiede non solo il potere di controllo, ma anche di sanzionare le violazioni relative ai tempi di guida degli autoveicoli, per garantire la sicurezza stradale e la tutela dei lavoratori addetti al trasporto. L'art. 174 del codice della strada punisce le infrazioni commesse sia dai conducenti che dai datori di lavoro, riconoscendo una responsabilità sia diretta sia solidale per le violazioni dei propri dipendenti.
La Corte ha sottolineato che la normativa prevede due distinti obblighi: uno per l'impresa, che deve mantenere correttamente i documenti di viaggio secondo le norme europee e conservarli senza alterazioni, e uno per i conducenti, che devono registrare manualmente o tramite appositi dispositivi i tempi dedicati alle attività non legate alla guida.
È compito del conducente compilare correttamente la documentazione riguardante i tempi di guida e i periodi di riposo per garantire il rispetto delle regole stabilite, consentendo un controllo efficace da parte delle autorità competenti. La normativa europea mira ad armonizzare le condizioni di concorrenza nel settore stradale, migliorando le condizioni lavorative dei conducenti e la sicurezza stradale complessiva, stabilendo criteri uniformi per i tempi di guida e riposo.
Infine, la Corte ha definito il concetto di "interruzione" secondo le disposizioni regolamentari, specificando che tale periodo non include attività diverse dalla guida indicate nell'orario di lavoro. Le operazioni come il carico e lo scarico delle merci non costituiscono una vera interruzione, ma dovrebbero essere considerate nell'ambito del tempo di guida e lavoro, essendo parte dell'orario di lavoro diverso dalla guida (Cas. n. 27324 del 22 ottobre 2024).