Diritto all'oblio oncologico: guarigione e discriminazione nella società.

Come è possibile riprendere una vita normale se non vengono garantite pari opportunità per coloro che sono guariti da malattie come il cancro?

Diritto all'oblio oncologico: guarigione e discriminazione nella società.

Molte persone, statisticamente un milione, si trovano in una situazione simile: guarite dalla malattia ma ancora discriminate dalla società in varie situazioni, come:

  • richiedere un mutuo, un finanziamento, un'assicurazione;
  • partecipare a un concorso;
  • avviare una pratica di adozione.

 

Il diritto all'oblio oncologico, introdotto con la legge 193/2023, mira a restituire parità di condizioni agli ex pazienti ormai guariti da un certo periodo di tempo dalla fine del trattamento antitumorale. Tale diritto impedisce l'indagine sulla precedente condizione patologica in varie situazioni, come l'accesso ai servizi bancari, finanziari, di investimento e assicurativi, l'adozione, l'accesso al lavoro e alla formazione professionale.

La legge in questione stabilisce termini diversi per richiedere il diritto all'oblio a seconda del tipo di tumore e del tempo trascorso dalla guarigione. Chi ha sottoscritto un contratto assicurativo prima dell'entrata in vigore della normativa può richiedere la cancellazione delle clausole discriminatorie presenti.

Per ottenere il certificato di oblio oncologico, è necessario presentare un'apposita istanza presso una struttura sanitaria pubblica o privata, uno specialista oncologico o un medico entro 30 giorni.

L'organismo di vigilanza responsabile del rispetto di questa disciplina è il Garante della Privacy, che fornisce informazioni dettagliate sul diritto all'oblio oncologico sul proprio sito web.

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