Confermata la rendita INAIL per i familiari di un magistrato morto in udienza

L'INAIL dovrà provvedere al versamento della rendita ai familiari del soggetto deceduto in quanto si tratta di infortunio sul lavoro

Confermata la rendita INAIL per i familiari di un magistrato morto in udienza

Il Tribunale di Catanzaro è stato coinvolto in una vicenda che ha avuto inizio con la morte improvvisa di un magistrato durante un'udienza, avvenuta il 1° dicembre 2016. Un anno dopo, la moglie si è rivolta al Tribunale chiedendo che l'INAIL fosse condannato a versare una rendita vitalizia ai familiari del defunto, poiché la morte era riconducibile a un incidente sul lavoro o a una malattia professionale. Anche la figlia, che era diventata maggiorenne, si è costituita in giudizio e ha presentato memoria. Dopo aver ascoltato i testimoni e disposto una perizia medico-legale.

Sulla base delle testimonianze raccolte e dei documenti depositati, il perito ha concluso che il decesso del magistrato era stato causato da un ictus cerebrale e che, per circostanze e tempistica, poteva essere considerato un infortunio sul lavoro, probabilmente in relazione a uno stato di stress acuto.

Alla luce di questa valutazione medica, il Tribunale di Catanzaro ha riconosciuto il diritto delle ricorrenti a ricevere una rendita per l'infortunio sul lavoro, con l'obbligo per l'INAIL di versare loro le rate corrispondenti (con interessi e supplementi adeguati), oltre al rimborso delle spese legali e dei costi legati alla perizia medica (Trib. Catanzaro, 29 luglio 2024, n. 1558).

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